August 13th, 2008 — Uncategorized
Ieri bella serata a Oostende. Dopo un po’ che girando x il centro mi chiedevo che fine avessero fatto gli Oostendiensi li ho trovati tutti davanti alla cattedrale dove tante bancarelle e un grande palco promettevano bene. E sul palco sale un stangona belga che dalla risposta del pubblico direi piuttosto nota agli autoctoni. Quasi 2 ore di concertone pop con un mix di brani in ostrogoto e di cover (notevole la carrellata su Prince). La tizia ha una gran bella voce e grinta da vendere. A seguire dj set e birra a prezzi popolari (1.8 € x 0.4 l). Stamattina mi sveglia la pioggia… sia mai che riesca una volta a ripiegare la tenda da asciutta, no eh?! Allestisco il solito tramtram di calzini e sacchetti x i piedi e mi sposto a Oostende dove per la “modica” cifra di 30€ compro un paio di copriscarpe antivento e antipioggia tremendamente buffi ma molto molto efficaci. Esco dal negozio, li indosso et voilà il sole
La giornata prosegue all’insegna del vento contrario a tratti odioso. Dato che non ho le mappe del Belgio sul navigatore mi muovo “a naso”, tanto sono sulla costa… pure troppo però e per sbaglio finisco su un sentiero che si arena in spiaggia. Troppo tardi x tornare indietro, decido di spingere la bici fino al bagnasciuga e lì pedalo per due km su una spiaggia semideserta e con un affascinante (ma comunque odioso) effetto Sahara creato dall’incessante vento. A Dunkerque scopro che nemmeno lì imbarcano noi poveri sfigati ciclisti, sono le 16.30 e mancano 44 km di vento a Calais. Emetto un sospiro Zen (che culmina in una bestemmia) e mi incammino cercando di affrontare questa bora con una media dignitosa. Entro in Calais alle 19.20 e sono in hotel alle 20 cotto come una pera. A cena mi tratto bene con crepe alla marinara e filetto di pesce. Il cameriere sembra un tipo simpatico e pare che conosca tutti tranne me, quindi rimediamo subito. Lui mi scambia x inglese, io gli chiedo se veramente il mio accento non si sente e in 2 minuti scopro che è un appassionato di down-hill (mi mostra una rivista di settore) e che a settembre andrà in Svizzera x partecipare a un campionato. Lo uso come pretesto per rispondere a Wiz a proposito di tutto quel che non è pedalare: sì, mangiare soli è un po’ triste ma l’occasione di fare 2 chiacchiere a volte la si trova. Poi se la città offre qualche intrattenimento (es. ieri a Oostende) vado a curiosare, altrimenti, dopo 100 km e con la prospettiva della sveglia perennemente puntata sulle 7, vado anche volentieri a nanna presto… salvo poi scoprire che l’hotel ha il wi-fi gratis, come oggi (era ora! Con quel che costano!). Insomma si socializza se c’è l’opportunità, ma se non c’è amen. Confido di socializzare molto di più nel camping di Bentwaters allestito dagli organizzatori, che hanno risposto con entusiasmo alla notizia che stavo attraversando la Francia x essere lì con loro (questo è successo quando ero ancora a Dijon e forse è stato questo a mettermi il turbo nelle gambe). Butto lì un po’ di immagini a casaccio approfittando della connessione gratuita. Ciao neee!



|
August 11th, 2008 — Uncategorized
Mattinata e pranzo a Bruges e ora mi preparo per cena e serata a Oostende dopo una breve pennichella in campeggio. Bruges merita e ringrazio chi me l’ha suggerita. Il paragone con Venezia è effettivamente un tantino esagerato, ma la visita è stata piacevole e interessante e ho incrociato grandi comitive di chiassose urracas italiane. Domani torno sui miei passi e punto su Dunkerque o, se il meteo non è troppo tiranno, su Calais per prepararmi all’imbarco. Essendo costretto a sbarcare a Dover preferirei essere là il 13, per avere un po’ di margine nel fare gli ultimi 200 km (ricordandomi di tenere la sinistra!): mi attendono infatti a Bentwaters x il 15. Ciao
|
August 10th, 2008 — Tappe
Stamattina mi sveglio alle 8: diluvia e tutto intorno è grigio plumbeo senza barlumi di speranza. Ho anche un po’ di tosse e nessuna voglia di prendere altra acqua. Ma sono in un paese bruttino e non ho voglia di restarci, per cui scendo a fare colazione e preparo i bagagli, poi resto in camera e guardare il judo e il basket olimpici fino alle 10, ultimatum per liberare la stanza. Alle 10 piove ancora più forte, ma ormai ho deciso, mi bardo come un lagunare e per tenere i piedi asciutti (maledette scarpette da spinning traforate!) adotto la tecnica del sandwich calzino+nylon+calzino, scendo e… mentre monto i bagagli sulla bici… nell’arco di un minuto, smette di piovere ed esce fuori un sole GROSSO COSI’ =8-D
Il vento è forte e a favore, si viaggia sempre sopra i 30 senza sforzo e in un attimo passo in volata Dunkerque e arrivo in Belgio.

Guardando la foto e i colori della mia bici ora capisco perchè in Francia tutti, al primo colpo, mi chiedevano se venivo dalla germania o dal belgio
Mi accoglie De Panne, una cittadina piacevole con un sacco di gente in giro, mi fermo a mangiare banana, pesca e una barretta di cioccolata all’avocado (??? non ne ho trovata di normale, solo gusti assurdi qui). Riparto e scopro che la costa è tutta cosi’, con dei larghissimi e affollatissimi lungomare in cui convivono pacificamente bici e pedoni (qui nessuno scirve a specchio dei tempi lamentandosi di questo enooooorme pericolo che rappresentano le bici per i pedoni, si sa… una strage continua…). Di bambini e ragazzi dai 2 ai 16, a piedi, non se ne vedono, viaggiano tutti su tricicili/cicloriscio’/bici/automibiline-a-pedali, alcune con cavalluccio inorporato davanti. Ogni 500 metri c’è un ENORME negozio che affitta/vende mezzi a propulsione umana di tutte le forme e prezzi, segno che il business tira parecchio.
Proseguo cosi’ per qualche km poi finisce il lungomare e sono costretto, un po’ titubante, a spostarmi sulla N34… la sigla N ormai mi fa venire i brividi lungo la schiena perchè in Francia equivale alle nostre orrende statalazze. E invece…

…come da foto mi trovo due metri di pista ciclabile (e due metri nell’altra direzione), solo disegnata si’, ma con tanto di striscia “terra di nessuno” a dividere dalle auto, che comunque rallentano sempre un po’ prima di passarmi a fianco. E via via che avanzo scopro che TUTTE le strade sono COME MINIMO cosi’!!! Quando avremo in Italia delle strade cosi’? Chi dobbiamo corrompere per averle? Comincio a fare “colletta”? No, ditemelo, perchè in alternativa io vedo una sola soluzione: importare dal Belgio e dall’Olanda ministri dei trasporti e delle infrastrutture, assessori alla viabilità e alla mobilità e dichiarare escluso da queste cariche chiunque abbia nazionalità diversa. E non è che qui siano nel medioevo senza le auto, ci sono anche quelle e tante, solo che loro non si sono dimenticati quanto sia facile e piacevole spostarsi in bici e lo fanno senza tante paranoie come succede da noi (facaldo, fafreddo, fabuio, fapaura… fanculo!). Ed essendo praticamente tutti ciclisti e automobilisti allo stesso tempo, guidano l’auto facendo attenzione ai ciclisti, come farebbe chiunque se la strada ne fosse piena.
Sulla strada incontro una numerosa famiglia che si sbraccia dall’altro lato della strada, mi fermo, attraverso e scopro che il gagno ha forato e il padre ha portato con sè tutto il necessario per riparare la camera, tranne, dettaglio irrilevante, LA POMPA! Presto soccorso e scambiamo due chiacchiere, non sono particolarmente impressionati dai miei 1000 km, a loro sembra una vacanza “normale”. Vorrei che lo sembrasse anche in Italia, ma abbiamo tante altre cose (solemarepizzapastamandolinobaffineri, etc.), pazienza (per ora).
Oostende è VIVISSIMA, piena di gente in giro, un carnaio, musica, animazione, locali… al punto che, sigh!, non c’è posto a dormire praticamente da nessuna parte se non a cifre disumane e nessun campeggio. Vado al porto x info sui traghetti e resto A BOCCA APERTA. Me lo sono fatto ripetere 2 volte in francese e 2 volte in inglese perchè non riuscivo a credere alle mie orecchie: CI SI PUO’ IMBARCARE SOLO CON UN VEICOLO, non a piedi, non in bici. In effetti è un porto commerciale e fanno imbarcare auto e camper, quando avanza posto tra i camion. La tizia dice che devo andare a Calais o Dunkerque. Pedalo muto e con la coda fra le gambe per i successivi 5-6 km (tutti ciclabilissimi, anche di notte) trovo un camping a Bedrene a 10 euro/notte (+1 euro ogni 6 minuti di acqua in doccia). Anche qui litorale vivace, anche se meno di Oostende.
Le receptionist del campeggio dice che da Zeebrugge ci si imbarca anche senza auto, ma ora da internet scopro che è vero… ma per Hull che è mooooolto più a nord di dove devo andare io, troppo. A questo punto faccio base qui, domani gita a Bruges in giornata e il 12 torno a Dunkerque. A meno di trovare un camper che si imbarca disposto a ospitarmi, chiedero’ in giro
“L’uomo in bicicletta può andare tre o quattro volte più svelto del pedone,
consumando però un quinto dell’energia” (Ivan Illich, Energie et équité)
|
August 10th, 2008 — mistofruttafotovideo, etc.
… bastardi allora lasciatemi da solo nel week-end…
Finalmente un internet point e pure economico, cominciamo un po’ di risposte ai commenti:
- video: non ricordo nessuna rasetta, in generale ho trovato parecchie spanne di civiltà in più, nella guida, rispetto a noi… con l’eccezione di qualche camionista la cui provenienza è pero’ sempre incognita; premio al tapo per aver azzeccato la citazione, sapevo che tu non mi avresti tradito
- il cane: grazie per avermi regalato 10 minuti di risate trattenute a stento con la gente che si sta girando a guardarmi. Quando sono entrato in quel bar il cane era imboscato dietro al bancone e un tizio davanti a me stava chiedendo info al barista quando la simpatica bestiola si è tirata su come in foto e ha fatto un singolo e potente “wooohf!” a 10 cm dalla faccia del tizio che è sbiancato e ha fatto un salto indietro di 2 metri (e io con lui). Sembrava una candid camera.
- Bart: niente strada insieme, solo un pomeriggio e una cena poi ognuno per la sua strada, ma ha promesso di inviarmi in mail l’itinerario che ha fatto in brasile. Lui ha preso accordi con il suo capo fin dal giorno dell’assunzione e si fa ogni anno è settimane tutte consecutive tra luglio e agosto, poi nemmeno più un giorno. Contento lui.
- Mare finto: si’, decisamente stravagante… pero’ quel giorno avrei fatto meglio a fermarmi li’.
- Formule1: a fianco c’erano tutti quelli che hai citato, ma io viaggio senza rimborso spese e di là costava dal doppio in su… comunque sono anche loro della Accor, alberghi “sintetici” privi di qualsiasi personalità, non come quelli a gestione famigliare, sempre pieni di ciapapùer molto kitch, ma che testimoniano almeno una presenza “umana”.
- Dimagrito: forse, non saprei, non ho la bilancia, i pantaloni mi stanno larghi ma non capisco se come o più di prima. 100 km si’, li faccio ormai in tranquillità a patto che le condizioni di pioggia e soprattutto di vento siano umane.
Bon, ora vi faccio un pot tutto nuovo con le “avventure” di oggi 
|
August 9th, 2008 — Uncategorized
Trepidazione nell’aria questa sera qui a Gravelines x il concerto delle 21. C’è gente sotto la pioggia davanti al palco dalle 19 (=8-O), soprattutto bambini e pre-adolescenti con relative famiglie al seguito. La cosa mi insospettisce e cerco una locandina della serata. La trovo, è la tovaglietta di carta sotto la mia salade du pecheur. Dice: Nouvelle Star e la grafica non mi è nuova. A inizio concerto ho la conferma: è la tournée di quelli della tv tipo amici-di-maria-che-cantano. Reggo una mezz’ora poi ho un cedimento da overdose trash su eye of the tiger, ma tengo ancora duro e 10 minuti dopo arriva il colpo di grazia con like a prayer. Complice un ritorno di pioggia, rientro in camera a guardare la tv inglese per farmi l’orecchio: ieri speciale monty pithon, capito non più del 30% ma avevo come alibi i 150 km di sofferenza, oggi non ho scuse :-/
|
August 9th, 2008 — Uncategorized
La giornata di oggi mi ha ripagato delle sofferenze di ieri: sveglia tardi, asciugo le scarpette teknike con il phon dell’albergo, pain au chocolat e caffè, sole con nubi in rapido movimento e vento finalmente a favore. Il tratto tra Boulogne e Calais costringe a qualche scalatina (con scritte di incitamento a terra, sarà mica passato il tour? O forse qualche gara locale…) ma si suda volentieri per la bellezza del paesaggio, dei paesini e delle fortificazioni. Dopo la pausa pranzo a Calais cambia il tempo e cambia il paesaggio, ora più agreste, anche perché la strada passa leggermente più all’interno. Mi bardo di felpa e goretex e prendo la mia dose quotidiana di acqua, appena qualche goccia in confronto a ieri. Per la serata scelgo Gravelines, ridente paesello sul mare attraversato da un lungo canale su cui gareggiano piccole barchette e catamarani probabilmente di una scuola di vela. In piazza stanno allestendo un palco, vedremo. Meteo permettendo domani punterei su Oostende x informarmi sui battelli direttamente x London, anche se mi accorgo ora che sulla carta UK sono segnati traghetti (5h) da Zeebrugge che portano direttamente a Felixtowe, vicino a Ipswich. Boh! La cosa migliore è chiedere direttamente e poi valuterò tempi e costi. Spero così di ricavarne una scappatella a Bruges. Ancora non vi leggo e mi spiace assai, Laura ogni tanto mi racconta qualcosa dei vostri commenti e mi fa piacere la vostra costante presenza sul blog. A presto.

|
August 8th, 2008 — Uncategorized
…il vento maledetto! Oggi non è stato x niente un bel viaggiare. Vento dritto in faccia che mi ha schiacciato la media addirittura sotto i 15 km/h, toccavo i 20 in discesa ma solo pedalando, la strada, un incubo: un mix tra San Francisco e il brucomela, un continuo e perverso saliscendi con forti pendenze che si invertivano ogni 2-300 metri creando l’illusione di pedalare sempre nello stesso identico posto e infine, a 10 km dal traguardo, un risciacquo completo fino alla punta dei calzini. Risultato: 150 infernali km e vista su spiaggia/porto come da foto. È Boulogne-sur-mer. L’altra foto l’ho scattata durante il tragitto e rivela che il vento di oggi non è stato un episodio, ne ho contati più di 60 (da fermo) in un posto chiamato les 7 vallées.
|
August 7th, 2008 — Uncategorized
Il contakm segna 1000 e cosa ottengo in premio? Tanta acqua e la prima caduta, olè! Nulla di grave, il danno maggiore è il portacellulare da manubrio, ma x fortuna il cellulare era in tasca causa pioggia. È successo all’ingresso di Cambrai dove il temporale, che mi ha inseguito tutto il pomeriggio, mi ha raggiunto. Arrivando su una rotonda un po’ in discesa un motorino mi ha fatto una “finta” e io x dargli la precedenza ho pinzato, come al solito, il freno sbagliato (retaggio della mia bmx che aveva il freno dietro a sx), l’anteriore è partita e mi sono trovato in terra. Per me appena un graffio sul ginocchio e una bottarella alla spalla. Cambrai non offre soluzioni economiche (eppure non sembra granché) e così finisco a dormire in una di quelle orrende e impersonali catene all’imbocco dell’autostrada: Formula1. Un motivo in più x scappare al più presto domattina (meteo permettendo, ora diluvia). Alla fine ho deciso di puntare verso Boulogne-sur-mer e poi si vedrà se fare la costa fino a Bruges e poi Gent o, se trovo un posto piacevole, fermarmi fino al giorno dell’imbarco a fare la muffa. Sperando di riuscire a leggervi prima o poi (anche oggi niente wi-fi) vi mando un abbraccio virtuale. Ciao!
|
August 7th, 2008 — Uncategorized
Dopo il cielo terso di ieri mi sveglio con nubi minacciose e appena parto inizia il diluvio. Dato che, come dice sempre qualcuno, non siamo fatti di zucchero, proseguo imperterrito x 50 km circa e arrivo nella bella St.Quentin dove mi accoglie un gran vociare di gabbiani. Inizio a guardare in aria ma niente, non capisco. Poi sento anche il mare e penso che la pioggia deve avermi fuso qualche rotella. Arrivato nella piazza principale capisco che invece le rotelle sono saltate a qualcun altro: sabbia, palme, sedie sdraio, beach volley, piscine e tutto davanti al municipio! Mi mangio un kebab+frites+bevanda a 5 euro e poi mi stendo in spiaggia ad asciugare dato che nel frattempo è uscito il sole. Appesi alla bici lascio i calzini, il goretex, soldi e documenti che ho scoperto essere zuppi. Una mezz’ora e via, si riparte.
|
August 6th, 2008 — Uncategorized
Altra giornata senza pedali, qui si batte la fiacca! In compenso ho un nuovo amico: Bart o chissà come si scrive. Pec indovina un po’? È belga pure lui. Si è appena fatto 6 settimane di Brasile in bici e ora fa una settimana di relax scioglimuscoli pedalando da Parigi a casa (non ho capito il paese esatto, comunque fiammingo). Oggi ci siamo fatti un paio di birre ma non ha voluto insegnarmi la famosa tecnica x buttare giù il litro in un colpo
Domani si riparte, ma la destinazione non mi è chiara, si viaggia verso nord e dopo i 60-80 km mi fermo al primo posto che mi sconfiffera. Baci a tutti
|