In epoca di effetto serra il mestiere più difficile credo sia diventato quello del meteorologo.
Ieri ottime previsioni per il w.e. in bassa e alta Val di Susa.
Oggi non escludono la possibilità di qualche rovescio.
Domani chissà.
Insomma ho capito che sabato preparo tutto e poi il primo giorno di bel tempo sicuro inforco la bici e parto.
Dopo, durante il viaggio, sono anche disposto a prendere qualche pioggia, ma il primo giorno no.
Oltretutto non vorrei rischiare la neve sul Moncenisio! 8-/

photo by rKistan
Eccoci qua! Benvenuti!
Qui è dove cercherò di far sapere quotidianamente (o quasi) che sono ancora vivo e pedalante a chi se lo chiederà. I soliti raccomandati riceveranno anche quotidiane rassicurazioni telefoniche, sms, piccioni viaggiatori. In ogni caso, reti wireless permettendo, mi impegnerò a mantenere aggiornato con una certa costanza questo blog con tanto di foto e racconti o almeno con telegrafiche comunicazioni tipo “posizione-km percorsi oggi-stato di salute fisica e mentale“.
A chi si domandasse “perchè diavolo proprio Bentwaters” suggerisco di cliccare sull’immagine per una risposta esauriente.

Si è parlato tanto di questo viaggio negli ultimi mesi, da quando mi è saltato il grillo per la testa. Se n’è parlato con i parenti, con gli amici, con i colleghi, con la gente appena conosciuta, con un commesso di una nota catena di abbigliamento e accessori sportivi e persino con il mio dentista.
A forza di parlarne mi pare quasi di averli già fatti questi 1343 km che mi separano da Bentwaters!
Che poi ci scommetto si sfonderà quota 1500 come niente.
Mi succede tutte le volte che calcolo un percorso con una delle tante mappe online, un bel 15-20% in più lo si deve mettere in conto, specialmente se la distanza è notevole. Il fatto è che ci sono mille distrazioni per strada, la fontanella 200 m più in là, il bivio che appare regolarmente interessante nella direzione opposta a quella che ti consigliano le indicazioni, la strada da ritrovare perchè ti sei perso seguendo il bivio e trascurando le indicazioni. Ma è così che mi piace viaggiare (e vivere?): ok avere una meta e inseguirla, ma un occhio curioso a quel che ti sta intorno vale sempre la pena di buttarlo.
Con la dovuta moderazione mi trovo in fondo d’accordo con il grande Faber: “Ho sempre impostato la mia vita in modo da morire con trecentomila rimorsi e nemmeno un rimpianto” (Fabrizio De Andrè)
Ok, come al solito mi sto perdendo per strada.
Non facciamola troppo lunga, ho creato alcune categorie per catalogare quel che scriverò qui e questo post va a finire dritto dritto nella sezione “pippe mentali”.
Ciao!
ps: un grazie “pubblico” a Ubik per la gentile concessione e per l’impostazione di questo “angolino” di rete.