Oostende? Dunkerque? No, Calais.

Ieri bella serata a Oostende. Dopo un po’ che girando x il centro mi chiedevo che fine avessero fatto gli Oostendiensi li ho trovati tutti davanti alla cattedrale dove tante bancarelle e un grande palco promettevano bene. E sul palco sale un stangona belga che dalla risposta del pubblico direi piuttosto nota agli autoctoni. Quasi 2 ore di concertone pop con un mix di brani in ostrogoto e di cover (notevole la carrellata su Prince). La tizia ha una gran bella voce e grinta da vendere. A seguire dj set e birra a prezzi popolari (1.8 € x 0.4 l). Stamattina mi sveglia la pioggia… sia mai che riesca una volta a ripiegare la tenda da asciutta, no eh?! Allestisco il solito tramtram di calzini e sacchetti x i piedi e mi sposto a Oostende dove per la “modica” cifra di 30€ compro un paio di copriscarpe antivento e antipioggia tremendamente buffi ma molto molto efficaci. Esco dal negozio, li indosso et voilà il sole :-) La giornata prosegue all’insegna del vento contrario a tratti odioso. Dato che non ho le mappe del Belgio sul navigatore mi muovo “a naso”, tanto sono sulla costa… pure troppo però e per sbaglio finisco su un sentiero che si arena in spiaggia. Troppo tardi x tornare indietro, decido di spingere la bici fino al bagnasciuga e lì pedalo per due km su una spiaggia semideserta e con un affascinante (ma comunque odioso) effetto Sahara creato dall’incessante vento. A Dunkerque scopro che nemmeno lì imbarcano noi poveri sfigati ciclisti, sono le 16.30 e mancano 44 km di vento a Calais. Emetto un sospiro Zen (che culmina in una bestemmia) e mi incammino cercando di affrontare questa bora con una media dignitosa. Entro in Calais alle 19.20 e sono in hotel alle 20 cotto come una pera. A cena mi tratto bene con crepe alla marinara e filetto di pesce. Il cameriere sembra un tipo simpatico e pare che conosca tutti tranne me, quindi rimediamo subito. Lui mi scambia x inglese, io gli chiedo se veramente il mio accento non si sente e in 2 minuti scopro che è un appassionato di down-hill (mi mostra una rivista di settore) e che a settembre andrà in Svizzera x partecipare a un campionato. Lo uso come pretesto per rispondere a Wiz a proposito di tutto quel che non è pedalare: sì, mangiare soli è un po’ triste ma l’occasione di fare 2 chiacchiere a volte la si trova. Poi se la città offre qualche intrattenimento (es. ieri a Oostende) vado a curiosare, altrimenti, dopo 100 km e con la prospettiva della sveglia perennemente puntata sulle 7, vado anche volentieri a nanna presto… salvo poi scoprire che l’hotel ha il wi-fi gratis, come oggi (era ora! Con quel che costano!). Insomma si socializza se c’è l’opportunità, ma se non c’è amen. Confido di socializzare molto di più nel camping di Bentwaters allestito dagli organizzatori, che hanno risposto con entusiasmo alla notizia che stavo attraversando la Francia x essere lì con loro (questo è successo quando ero ancora a Dijon e forse è stato questo a mettermi il turbo nelle gambe). Butto lì un po’ di immagini a casaccio approfittando della connessione gratuita. Ciao neee!

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