La scarpetta di Cenerentola

Continua la serie dei “teknicismi” in vista della partenza, ormai programmata per domenica 27/07.

Chi ha un po’ di dimestichezza con la bici sa che
la pedalata non è spingere sui pedali.
O meglio, non solo.

Avere i piedi attaccati ai pedali significa poter, nei momenti in cui serve maggior potenza, tirare anche il pedale in risalita, ma prima ancora significa poter esercitare una “continuità” nella spinta che fa davvero la differenza in termini di efficienza del movimento (e quindi di durata).

Una volta presa coscienza di ciò, i problemi nella pratica sono sostanzialmente due:

  1. la sicurezza (ovvero liberare rapidamente il piede)
  2. la camminata (ovvero non sembrare uno struzzo zoppo)

Il primo problema si risolve, neanche a dirlo, con la pratica. Oltre che con la corretta regolazione del sistema di ritenuta. Il secondo problema si affronta invece a monte con la scelta del giusto sistema scarpa/pedale per il tipo di utilizzo che si fa della bici. Due esempi tanto per chiarire:

  • Corsa: come tutti i ciclisti che si rispettino, per andare su una corsaiola dura&pura ho bisogno della massima rigidezza nella catena di trasmissione della forza dal piede al pedale. Il classico attacco look con apposita scarpetta dalla suola plasticosa è la soluzione giusta. Quando scendo cammino come uno che si è scottato le piante dei piedi (lo so perchè una volta me le sono scottate davvero e camminavo così). L’attacco lato scarpa consiste infatti in un ambaradan di plastica avvitato in punta alla già rigida suola, dunque si cammina praticamente sui talloni. Però chissenefrega, voglio dire, sono sulla bici da corsa per allenarmi, non per fare le vasche a piedi in via Roma.
    La rapidità di sgancio richiede non tanto una pratica “fisica” quanto piuttosto (almeno nel mio caso) mentale: il problema è infatti RICORDARSI DI SGANCIARE PRIMA DI FERMARSI!!! :-/ Sì, sì, ridete… intanto all’inizio mi sembrava facile, impossibile dimenticarsi, figuriamoci… e poi invece accade che mentre stai girulando a bassa velocità per provare il cambio, ti cade la catena. E tu d’istinto che fai? FRENI. Poi ti rendi conto che non hai staccato i piedi e allora pensi “beh, che problema c’è… riparto” ma provate a ripartire con la catena scalzata dalla corona :-O Al che, in piena piazza d’Armi, alle 18 di una bella giornata di sole, pieno di mamme/nonni/bambini/ragazzi, un ciclista resta immobile per un attimo sulla sua bici, agita vorticosamente i pedali senza risultato e, con le mani in assetto da gran fondo, tutto bello tirato con tutina, caschetto e tutto il resto… SI SFRACASSA RUMOROSAMENTE A TERRA DI LATO! E non è stata nemmeno l’unica volta, ma le altre ve(me) le risparmio.
  • City: in città non me la sento di camminare come un tacchino ferito, nè voglio deliziare i miei colleghi cambiandomi ogni mattina le scarpe in ufficio (Andrea potrebbe poi vendicarsi con le scarpe da basket e l’escalation potrebbe degenerare :-D ). Dunque voglio tenere ai piedi le mie comode scarpe gommate, ma non voglio rinunciare al vantaggio di una buona pedalata. Sono però disposto al compromesso, usando un elemento meno rigido nella trasmissione della forza, la classica gabbietta plasticosa o metallica con il laccetto tutto intorno. Tipo quella dei filmati d’epoca. Lasciando un po’ lasca la cinghia il piede si sfila con grande rapidità, ma allo stesso tempo posso iniziare a spingere il pedale “in avanti” già prima che raggiunga la verticale e anzichè avere 160° di arco utile per la spinta ne ho circa 200° (numeri tirati a spanne). Esistono anche altri sistemi di compromesso, questo è quello che ho scelto io più che altro per la facile reperibilità.

Ma veniamo al perchè di questa lectio magistralis de noartri sulle scarpette: fino alla scorsa settimana ero convinto di adottare la gabbietta anche per il viaggio. Poi ho provato, con la gabbietta, a fare un Torino-Cesana (fallito, non certo per colpa delle scarpe) e ho cambiato radicalmente idea.

Alla fine ho accettato di sborsare ancora qualche quattrino e ho scelto la soluzione intermedia: scarpetta e attacchi da mountain-bike (in realtà la scarpetta che ho preso mi è stato detto essere da “spinning”, quella roba dove paghi per pedalare restando fermo e farti urlare in faccia da uno che non è nemmeno il tuo capo).

Si cammina bene (l’attacco è incassato nella suola che, come si vede in foto, ha i bordi ben rialzati e gommati), si aggancia/sgancia con facilità e rapidità, la trasmissione di forza è molto buona e su tutti i 360° e oltretutto (nella foto non si vede) la scarpetta che ho preso è tutta bella traforata, molto fresca.

DING! AGGIUDICATO!

ps: discorso a parte meriterebbe il posizionamento delle placchette sotto la scarpa, specie per compensare il mio ginocchio varo.

10 comments ↓

#1 Pec on 07.24.08 at 1:35 pm

no comment, ottimo post, tekniko al punto giusto :P!
grazie per aver omesso il volo, causa scarpette look ma non solo, avvenuto in occasione della nostra ultima uscita in quel di corso bramante :D.
per tutta la parte medico-sportiva dovrei chiedere al dottore di casa, si attendono aggiornamenti al commento!

porca puttana sono io l’unico sfigato che ha sempre avuto problemi con gli attacchi da mtb della mia? si agganciano 1 volta su 15 e si tolgono 1 su 2, il che mi ha causato più di un volo quando invece con quella da corsa non sono mai volato (mi tocco)

#2 Salvatore on 07.24.08 at 2:13 pm

;-) penso che hai fatto la scelta giusta, i puntali vecchio stampo possono provocare dolori alle punte dei piedi su lunghe percorrenze (specialmente se le scarpe sono morbide sulla punta superiore). Le scarpette da corsa per la loro rigidità risulterebbero le più confortevoli ma quelle da mtb sono state progettate per uso offroad, quindi anche per mettere il piede a terra in condizioni non favorevoli e poter camminare!!
Nella foto non hai le borse dietro, hai provato già a riempirle con il necessario?? e poi non dimenticare una piccola bandierina tricolore sul portapacchi posteriore.. un cicloturista che si rispetti deve sempre averne una :-)

#3 casu on 07.24.08 at 2:34 pm

minchia che piso ’sto post

#4 Ubik on 07.24.08 at 2:34 pm

Concordo totalmente sulla scelta delle scarpe da mtb.

In realta’ esistono anche scarpe da cicloturismo (se non sbaglio shimano stessa ne fa) che hanno l’attacco tipo look “incassato” nella suola.
Io ho sempre usato scarpe da corsa, che pero’ sono scomodissime specialmente quando tocca spingere la bici (carica) a piedi…

#5 palinz on 07.24.08 at 4:31 pm

x pec: i miei attacchi sono quelli sfigati di decathlon ma regolandoli correttamente vanno che è una meraviglia.

x casu: ne riparliamo domenica mattina quando sputerai sangue sulla salita di Cascine Vica… :-P

#6 palinz on 07.25.08 at 9:11 am

x Salvatore: le borse le ho sia dietro sia davanti, non ho ancora provato a riempirle ma non è il primo cicloviaggio che faccio e ormai so regolarmi. Generalmente mi avanza pure un po’ di spazio perchè ho imparato a ridurre all’osso.
Per la bandierina passo, non mi è mai piaciuta e poi non so se mettere quella italiana porti dei vantaggi o non risvegli piuttosto istinti omicidi nei francesi :D

#7 Salvatore on 07.25.08 at 10:24 am

forse sulla bandierina hai ragione.. avevo sentito qualche brutto fatto di cronaca in certe zone francesi..
meglio rimanere anonimi a questo punto :-)

#8 Pec on 07.25.08 at 11:28 am

io porterei 3 bandierine: italiana fino al moncenisio, da oltrelpista fino alla manica e una foto della regina per l’ultimo pezzo :D.

sabato vengo a casa tua con la mtb e le scarpette e facciamo uno scambio culturale!!! voglio proprio vedere se le ho montate male, sono bacate di suo o cosa…

#9 martina on 07.25.08 at 5:10 pm

Ciao Palinho!!!!
innanzitutto complimentoni,per l’idea,la voglia,l’organizzazione…e poi per la lezione sulle scarpette/gabbiette!
Anch’io tra una decina di giorni partirò per una ciclo vacanza,niente di paragonabile alla tua,però il discorso gabbiette ci sta incasinando un pò anche a noi!
noi ce ne andremo molto tranqui dal lago di Costanza lungo il Reno fino a Coblenza!9 giorni,circa 60 km al dì con dislivello pressochè nullo…(così mi hanno detto e io mi sto fidando senza neanche controllare su una qualsiasi google map !!).Avremo la tenda sulla bici ma con la consapevolezza che a ogni fine tappa c’è ,volendo, anche un bell’ostello lieto di attenderci (ciao che monto e smonto l’igloo sotto l’acqua!!!).tutto il percorso sarà su piste ciclabili.
Così il più esperto del gruppo,me frè,ci ha consigliato le fatidiche gabbiette,noi abbiamo le citybike.certo, ora che mi dici di ste robe qui per la mtb, mi vengono un pò di dubbi,mi piace l’idea,si tratterebbe di cambiare pedali e comprare le scarpe?mi dici la spesa più o meno?io ho già comprato pedali nuovi(gli altri non avevano i buchi per le gabbiette) e gabbiette (spendendo 24 euro per due persone)ma sinceramente non pensavo fosse difficile scendere dai pedali con ste gabbiette,non me la sento prorpio di cadere così da…com’è che dite voi?piciu?non voglio croste sulle mie gionocchine!!!
Comunque,complimenti ancora!!e da infermierina non posso non ricordarti una bella bustina di pronto soccorso:antinfiammatori,muscoril,e connettivina pomata,per le abrasioni è fotonica!
buona strada.

#10 palinz on 07.26.08 at 11:13 pm

Ciao Martina!
Forse non ho spiegato bene io o forse non hai letto bene tu, però con le GABBIETTE non dovresti avere grossi problemi a mettere giù il piede, proprio per questo io le uso anche in città. Altra cosa sono gli ATTACCHI tipo look, quelli “da corsa”, è con quelli che io sono caduto più di una volta. Vai, fidati del fratellone :D

Per la cronaca tra scarpette e attacchi da mtb avrò speso un 60-80 euro (non ricordo esattamente).

ciao

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